21 maggio 2018

Sogno n. 334


Incontro un ragazzo che nella realtà ho conosciuto quando avevo 15-18 anni. Non lo incontro più da molti anni.

Cominciamo a parlare e noto che ha il viso devastato da tante pustole che secernono pus. Mi avvicino al suo viso e comincio a baciarlo. Così facendo penso di poterlo guarire. Lo strano è che non provo alcun senso di fastidio quando il pus bagna le mie labbra, anzi penso che quello sia l'unico sistema per guarire il suo male.

Interpretazione

Si guarisce dalla nevrosi quando si diventa capaci di entrare in contatto con i contenuti inconsci "sgradevoli" e di integrarli nella coscienza. Qui la sognatrice dimostra di essere arrivata al punto di svolta dell'analisi. L'immagine del pus che viene baciato è piuttosto forte, ma proprio per questo dimostra di possedere una efficacia altrettanto forte.

La sognatrice entra in contatto con la sua parte maschile che aveva rimosso fin dalla sua adolescenza. Percepisce questa parte come malata, ma vuole guarirla e si rende conto che può farlo soltanto entrandoci in contatto, appunto. Mentre lo sta facendo scopre che l’operazione non è sgradevole come tutto lascerebbe supporre. 

Ognuno di noi ha dentro di sé entrambe le componenti, maschile e femminile, sia pure in proporzioni diverse a seconda della persona. 

Come puro esercizio mentale potremmo chiederci quale effetto potrà produrre nella vita reale della sognatrice questa riconciliazione. In teoria si possono immaginare due sbocchi diversi:
  1. Riavvicinamento e riconciliazione con la figura maschile esterna quindi miglioramento dei rapporti intersessuali.
  2. Identificazione totale con la figura maschile interna con conseguente possibile sviluppo di una omosessualità fino a quel punto rimasta latente.
In ogni modo, lo ripeto, questo è un puro esercizio mentale che non ha niente a che fare con la psicoterapia vera e propria.


25 aprile 2018

Sogno n. 333


Stavo pensando ad un incontro che dovevo avere a Napoli. Pensavo ai pericoli ai quali si può andare incontro girando per Napoli di sera e senza conoscerla. Mi rendevo però improvvisamente conto del fatto che tanta gente ci va e non le succede niente, che nella maggior parte dei casi non succede nulla. Allora mi tranquillizzavo.

Interpretazione

Durante la seduta il sognatore stesso ha fatto subito l'associazione Napoli = Inconscio. Detto questo, il significato del sogno diventa chiaro. Interessante soprattutto la frase conclusiva perché lascia prevedere un decorso dell'analisi più disteso e tranquillo.

Nei sogni di altri pazienti, al posto di Napoli può esserci qualsiasi altro luogo che appaia o sia effettivamente straniero, insolito, sconosciuto, quindi potenzialmente pericoloso.

A qualcuno potrebbe venire in mente di obiettare che l'opinione del paziente su Napoli è solo un pregiudizio, per giunta anche negativo. Obiezione giusta, ma in questa sede il giudizio sull'opinione del sognatore non interessa. Per l’interpretazione del sogno quello che conta è solo il punto di vista del sognatore. Giusto o sbagliato che sia.  

Consentitemi di fare una riflessione di carattere generale. I sogni come questo rendono problematica la tesi di chi sostiene che i sogni servono solo per consentire al cervello di elaborare di notte e organizzare meglio il materiale accumulato durante le esperienze del giorno prima. 

Può darsi che i sogni abbiano anche questa funzione, ma secondo me si tratta di una funzione marginale. Non è escluso poi che la tesi suddetta sia stata sviluppata da chi ha paura dell'inconscio in quanto popolato di presenze autonome che si sottraggono al controllo diretto della ragione. Non a caso infatti chi sostiene questa tesi è quasi sempre un ricercatore che ha distorto il senso vero della scienza trasformandola in "scientismo", che è tutt'altra cosa.

Nel fare questa ipotesi sono troppo malizioso? È poco probabile. Presuntuoso? È possibile.


28 marzo 2018

Sogno n. 332


Stavo facendo una seduta di psicoanalisi. Davo una risposta, dicevo qualcosa, ma mi rendevo conto che mi "incartavo" con le parole, sbagliavo, non riuscivo a dare la risposta vera. Mi rendevo anche conto che la cosa era talmente difficile che non potevo venirne fuori con le parole. Allora pensavo che sarebbe stato utile farmi somministrare il Pentothal.

Interpretazione

Il Pentothal è un barbiturico che produce un abbassamento del livello di coscienza, quindi una diminuzione delle funzioni inibitorie di controllo. Al di fuori della psicoterapia basata sull’interpretazione dei sogni, a volte viene usato per consentire l'emergere dei contenuti inconsci o di quelli volutamente tenuti nascosti.

Essendo un farmaco, il desiderio da parte del paziente di ricorrere al suo uso sta a dimostrare o che sente di non farcela con le sue sole forze oppure, più probabilmente, che vorrebbe prendere una scorciatoia meno faticosa per lui delegando al farmaco il compito di portare a termine il lavoro più difficile e gravoso.

Di solito i pazienti che provano lo stesso desiderio espresso in questo sogno non chiedono di ricorrere all’uso del Pentothal, ma a sedute di ipnosi dalle quali ci si aspetta lo stesso effetto del farmaco. Si tratta di un desiderio molto umano e comprensibile, ma l'analista ha il compito di mostrare al paziente che si tratta di un desiderio non terapeutico in quanto il traguardo da raggiungere non è rappresentato dall’arrivare in vetta prendendo una funivia, ma dall'acquisizione della capacità di camminare con le proprie gambe.